"... E finalmente tutti arrivarono sani e salvi, anche se alquanto spossati, in quel piccolo-magnifico hotel in Ciudad de la Paz a Buenos Aires che li avrebbe ospitati per le due settimane a venire."
Così finisce il primo weekend di questa avventura in Argentina. Weekend che ha permesso al gruppo di riprendersi dal viaggio e assestarsi in questa nuova realtà (e clima) in cui ci siamo catapultati.
Tutto è iniziato con un Venerdì che ci ha visti fare al mattino quaranta minuti di autobus dopo un volo Milano-Buenos Aires con scalo di otto ore a New York, riscattatosi solo grazie al pomeriggio passato nella fantastica piscina posto sul tetto di un edificio limitrofo all'albergo e incorniciata da alberi e palazzi che la sovrastano e una cena a base di incredibili bistecche al ristorante "Siga la Vaca" nei pressi di Costa Nera, non che una bella dormita.
I due giorni seguenti si sono dimostrati non meno faticosi ma altresì appaganti. L'intera giornata di Sabato è infatti stata spesa per risolvere problemi contingenti, come il comprare le sim argentine per i telefoni e trovare il posto migliore dove cambiare euro in pesos, per poi però in serata andare a vivere la movida di Plaza Serrano nel barrio (quartiere) "Palermo".
Oggi invece siamo riusciti finalmente ad prenderci un po' di tempo per esplorare la città. Perciò, dopo aver preparato la mattina il materiale per la lezione di domani, siamo andati a vedere La Feria de San Pedro Telmo, il mercatino domenicale del barrio di San Telmo che si estende per otto isolati. Il quartiere è oltretutto famoso per il tango, ballato appassionatamente o in mezzo alla strada o in vari locali tipici.
Da lì, seguendo il ritmo e la folla siamo giunti nel cuore della città nell'enorme Plaza de Mayo ad ammirare la Casa Rosada (il palazzo presidenziale) per poi, sempre a piedi, andare ad osservare l'obelisco in Plaza de la Republica e successivamente il sole calante sulle rive del Rio de la Plata nella zona di Puerto Madero.
Questo dunque sono le bellissime esperienze che abbiamo vissuto in questi primi giorni e non possono che essere di buon auspicio per ciò che ci attende nelle prossime settimane e per l'inizio del corso di domani.
Andrea Odille Bosio
(p.s.: E. già mi manchi.)
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